Tanti anni fa,
dopo un conferenza a Parigi sulla Porta Verde (un luogo di ascolto per bambini e genitori) si avvicinò a me una piccola signora vietnamita, Binh Boulle, che puntandomi il dito mi disse: tu devi venire con me nel mio paese per aiutare i genitori e i bambini facendo esattamente quello che fai in Italia.
Mi colpì la sua determinazione, il suo vigore, la volontà assoluta di fare del bene per il suo popolo. Era la presidente di una associazione (Vietnam, les enfants d’abord)e in breve tempo mi convinse a seguirla.
Per sette anni, siamo andate a Saigon, Hué e Hanoi.
Guida preziosa, mi é stata accanto mentre facevo formazione alle insegnanti, infaticabile, nonostante l’età, il clima, gli orari di lavoro. Sempre puntuale, di buon umore, rigorosa e affettuosa, elegante e perfettamente in ordine (mi ha insegnato perfino a truccarmi) nonostante le svegliatacce mattutine.
Ad aprirci le porte di tutte le scuole in loco un’altra donna eccezionale e sorprendente nell’organizzazione, Kim Thanh Nguyen, persona ai vertici del Ministero dell’Educazione Nazionale, anche lei sedotta come me, da questo furetto dalla volontà ferrea, dalla determinazione coriacea e comunista.
Oggi alla festa del Tet, (il Capodanno cinese) ci siamo riviste dopo la pausa del Covid.
A 93 anni ha avuto il coraggio di mettermi accanto a tavola una persona che voleva presentarmi per una missione analoga in Algeria…
Neanche l’età riesce a fermarla.
Adorabile, tremenda, inarrestabile Binh…

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