Quello che (per me) é più forte nella scrittura, é che passi molto tempo dentro le tue pareti interiori, apri porte chiuse da tempo, rimani spesso in un buio senza luce, scavi alla cieca, trovi reperti insperati, rimani avulso dal mondo e dubiti fortemente che quelle parole sgorgate da dentro possano interessare qualcuno.
Poi, quando questo lavoro prende le fattezze di un libro, con tutta la cura di chi lo corregge e lo compone, e qualcuno lo presenta, lo interpreta a seconda delle sue emozioni, scopri prospettive alle quali non avevi pensato, percorsi che conducono in territori imprevisti, felicemente sconosciuti anche a te stessa.
Allora ascolti e apprendi, convinta che ormai quelle parole non ti appartengano più e siano di chi le voglia usare come meglio crede.
Arriva allora una leggerezza profonda, direi una liberazione mischiata a gratitudine verso chi riesce con competenza e anima a trasmettere il proprio punto di vista.
É sempre un mettersi in gioco, la trasmissione…
Grazie, sempre, a Irene Martino, a Rossella Santoro per la sua tenacia inarrestabile, allo staff dei bravissimi volontari..

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