Lo si é avvertito ieri a San Donà, all’incontro organizzato dall’ordine degli architetti di Venezia.
Partecipazione e domande, scambio di riflessioni, condivisione di professioni molto simili che necessitano di un dialogo comune.
Strano che non ci sia ad architettura un insegnamento di psicologia quando il rapporto umano é il punto di partenza per tutti i progetti.
É una complementarietà necessaria che speriamo, visto l’interesse di ieri, arrivi ad una formazione anche ad Architettura oltre quella che già si attua a Psicologia.
Le strade nuove sono difficili perché devono ampliare visioni già conosciute.
Poi però spuntano nuovi orizzonti e si capisce meglio quanta affinità ha l’abitare con la nostra storia, quanto una casa parli di noi, dei nostri bisogni o delle nostre nevrosi in un lessico familiare che ci accomuna tutti.
Da soli però non si fa niente, servono persone capaci che sostengano il processo di trasformazione.
Per questo ringrazio ancora Valentina Fanti e il suo gruppo che hanno permesso questo incontro felice.

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