“Sono stazioni, perché abbiamo bisogno di capire da dove partire, di fermarci per decidere dove andare, stabilire la direzione che vogliamo prendere e valutare bene cosa é indispensabile portare e cosa invece possamo lasciare, affinché il bagaglio non sia troppo ingombrante e rallenti il nostro procedere”…
Io amo i visionari e sono felice di aver partecipato con Michele de Lucchi ed altri, a questo libro, utilizzando questo tempo sospeso, per chiedersi da dove ri-partire, cosa é essenziale per vivere e far vivere bene…
Un atto di responsabilità doverosa a chi tocca con mano, dal bambino all’adulto, la fragilità dell’esistenza e costruisce con l’ascolto e la competenza, pareti di conforto e protezione.
É un libro fresco, essenziale, armonico, che apre a prospettive differenti…

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