E alla fine arriva, complice un sole (ancora incerto), quel barlume di speranza di un cambiamento della stagione e con lei anche del tuo mondo interiore.
Più leggero, piú bianco e delicato, con qualche guizzo di colore, anche intenso.
Una speranza di allegrezza, di condivisione, di sussurri e musica.
Non più silenzio e paura.
E allora ti aggrappi a quell’adrenalina vitale che usi per rinchiudere la pesantezza in scatole lontane ed é una fatica bestiale constatare lo sforzo esagerato nel riporre i sempre troppi e (poco usati) indumenti per difenderci dal freddo e dalle nostre incertezze.
La ricompensa é filosofica : basterebbero pochissimi vestiti per sostenere qualsiasi stagione…
Invece, insicuri, continuamo, quasi di nascosto a noi stessi, ad infilare, dietro l’essenziale, repliche e doppioni per quel “non si sa mai” che ci consegna ad un assurdo, rassicurante e ineliminabile bisogno di certezze..

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