Quali sono le costruzioni mentali che si organizzano nel cervello di un bambino che sin da piccolo é sottoposto a una scarica di immagini senza possibilità di elaborarle?
Si comincia da piccoli senza discontinuità, con momenti forse meno intensi grazie all’ingresso della scuola, ma rimane un filo conduttore a cui ricorrere come punto riferimento pseudo-famigliare, di fuga o di inspirazione per modelli di comportamento.
Noi adulti siamo obsoleti di fronte ai dodici-quindicenni che confondono ancora il virtuale con il reale (che sanno ben utilizzare) e che spesso “agiscono” gli impulsi che non hanno avuto una sponda per un ascolto a tempo debito.
Perche dietro ai gesti acuti, c’é sempre un richiamo di attenzione, un reale bisogno di condivisione che non ha limiti ne’ valori di protezione da introiettare.
Si comincia da lattanti.
Ho visto bambini di 8 mesi fare delle crisi isteriche se veniva tolto loro il tablet che aveva preso il posto dell’orsetto di peluche…
Telefonini o accesso al web diventano veri e propri oggetti transizionali, che normalmente si dovrebbero abbandonare, mentre invece alimentano una dipendenza sorniona che occlude altre relazioni…
Spesso i genitori non si accorgono di uno sguardo troppo assente, di reazioni troppo brusche ad una semplice frustazione.
I segni ci sono sempre e dobbiamo coglierli in tempo.
Sembro obsoleta io a dire che “non é mai troppo tardi” ma un confronto tra genitori mi sembra urgente e pure necessario. Dirsi cosa succede tra le nostre pareti famigliari.
Come possiamo agire perché tutto rientri in giusta compensazione della vita quotidiana.
É un gesto di attenzione per noi e per i nostri figli. Prima che le cose ci sfuggano dalle mani…

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