Cosa c’entra questa pianta di poco conto con questi tre argomenti?
Ha un senso mostrarla?
Non è fiorente, ne particolarmente coreografica, ma é partecipe con me del secondo lockdown.

Siamo entrambe un pò acciaccate, ma la sua presenza modifica la percezione del mio spazio esterno. E anche dei miei sentimenti. Di quella pianta dovrò prendermi cura e la sua risposta, se ci sarà, contribuirà a modificare il mio umore. Magari di poco ma é sempre qualcosa.

Lei, in miniatura, é il mio paesaggio esteriore e di quelli che dal balcone di fronte possono vederla.
Ogni linea messa nello spazio diventa architettura e la sua esile fisionomia é gia presenza tangibile in mezzo ad altre cose. Esiste e non posso prescindere.

Psicologicamente mi riaggancia alla vita, al prendermi cura, pur non avendo nessun pollice verde, ad una speranza di cambiamento e di accresciuta bellezza.
Speranza e fiducia son sentimenti che stentano a mancarmi adesso, però lei, pur così esigua, riesce a farmeli sentire presenti.

Io e lei ormai, siamo in un’avventura, in un dialogo tra evoluzione genetica e trasformazione interiore. Siamo in resistenza.

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