L’ esperienza dell’insegnamento con giovani architetti é sempre una grande possibilità di mettere un seme, una riflessione su una professione che richiede talenti non solo tecnici, ma sopratutto umanistici.
Ringrazio Michele De Lucchi che mi sostiene con fiducia ed entusiasmo in questo percorso.
L’obbiettivo (non facile) é che divenga materia complementare al resto.
Molto toccante la risposta degli studenti che si sono espressi con aggettivi che riflettevano emozione, stupore, empatia, turbamento, profondità, innovazione…
Perlustrare stanze interiori per costruire o riparare spazi fisici richiede competenza di ascolto empatico e capacità a dirimere intrecci relazionali.
Lo spazio rappresenta sempre il nostro mondo interno e non é così semplice toccarlo, modificarlo e infine trasformarlo.
Pensiamo alle camere degli adolescenti così rappresentative di un caos interiore. Guai a toccarle..
Bisogna invece apprendere una competenza sul significato simbolico che ha per ciascuno di noi, a seconda dell’età e della propria storia, quello spazio.
Solo allora il lavoro dell’architetto si accrescerà professionalmente permettendo lo svelarsi di un rinnovato divenire…

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