Il ripostiglio.
È la prima cosa che controllo in un luogo da abitare.
Questo spazio ridotto mi è indispensabile per salvarmi dal mio disordine mentale, dalla confusione di stati d’animo, dalla difficoltà di recuperare la calma.
Il ripostiglio è una salvezza in extremis in caso di un arrivo imprevisto.
Ho sempre un rapporto ambivalente con questi pochi metri quadri, senza di lui le mie mancanze sarebbero flagranti ma la sua visione mi rimanda, come un rigurgito, a cose buttate alla belle e meglio a montagne di inefficienza e promesse rimandate.
Esiste per fortuna, un limite oltre il quale scatta qualcosa in me e riesco a ripiegare tutto, riporre ogni cosa a suo posto e a illudermi, ancora una volta, di aver capito come si fa a controllare la vita.

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