È quella che si inscrive nel ricordo di ciascuno, nello spazio condiviso e flou di tutte le storie.
Non è più un luogo, quanto dei ricordi che sono incisi dentro, frammenti di scene familiari, odori che hanno costruito la nostra esistenza.
Di questo puzzle senza un disegno preordinato, rimane un insieme che con il tempo si modifica lentamente, un pezzo che si aggiunge è un altro, chissà perché, si perde nell’oblio.
Per qualcuno è un pensiero felice cui ricorrere nei momenti duri, per altri un incubo che si vorrebbe dimenticare.
Ma che ritorna sempre.
Ci si può astrarre dalle mura che hanno costituito le fondamenta del nostro essere?
È possibile, se ci mettiamo d’impegno a esorcizzare i vecchi fantasmi con ogni mezzo di cui siamo capaci.
A trasformarli come più ci aggrada.
Abbiamo tutti bisogno di un ricordo nel quale abitare.

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