Febbraio 2021 – AFFARIITALIANI.IT

CRONACHE Sabato, 27 febbraio 2021 – 12:02:00

Nasce lo spazio I caffè dell’abitare: incontri (web) per raccontare se stessi

In quest’ultimo anno di pandemia, la nostra vita si è divisa tra la casa e la rete internet. Donatella Caprioglio ha messo insieme questi due elementi: l’esito è sorprendente.

Insofferenza, disagio, talvolta anche di peggio: questo hanno prodotto i mesi di lockdown e comunque le limitazioni che hanno costretto tutti noi a cambiare i ritmi ai quali erano abituati. La psicoterapeuta e scrittrice Donatella Caprioglio ha usato la piattaforma Zoom per un ciclo di incontri che permetta alle persone di raccontare la loro esperienza e le difficoltà attraversate. Uno spazio aperto che ha chiamato “I caffè dell’abitare” .

Prendere un caffè insieme è un gesto lieve, amicale, l’occasione per raccontare qualcosa di sé senza enfasi. In questi momenti abbiamo proprio bisogno di dialogare con leggerezza per condividere un momento di grande stanchezza e incertezza sul futuro. Le persone sono rimaste in casa e ne hanno colto i vantaggi e i limiti. Hanno capito maggiormente le loro esigenze, si sono confrontate con uno spazio che riflette il loro mondo interiore spesso senza capire che la casa è un potente strumento terapeutico, se viene utilizzata con una consapevolezza nuova. I caffè dell’abitare propongono una conoscenza maggiore dei propri bisogni, molto spesso sconosciuti o dimenticati, proprio ora che siamo confusi o ci sentiamo perduti senza trovare più un senso nello spazio che viviamo.

Ed è a questo punto che entra in gioco lei: quale è il suo compito?

Come psicoterapeuta avverto una sofferenza generale e un bisogno di sostegno. Questi incontri sono leggeri e profondi e fanno un gran bene. Già prendersi il tempo per seguirli è un gesto di cura per sé. Non vogliono essere delle terapie, ma alla fine ci si sente sollevati, appartenenti ad un gruppo.

Francosie Dolto (psicoanalista francese) diceva che la parola fa esistere. Ai caffè il mio ruolo è esprimere il mio pensiero sull’abitare, perché sono anni che mi appassiono all’argomento dal punto di vista simbolico e psicologico. Ma soprattutto voglio permettere a tutti il lento fluire di un discorso personale: l’ascolto del gruppo, fa il resto.

La casa riflette il nostro mondo interiore, guardando la nostra casa possiamo vedere noi stessi

Come è stato il primo caffè che si è appena svolto, quale risposta ha avuto?

L’esito è stato fantastico. Il caffè è aperto a tutti e c’erano quindi persone con lavori diversi, anche attinenti alla casa. Hanno tutti parlato del loro modo di vivere gli spazi ed è stato, credo, liberatorio, profondo, a tratti commovente, ma anche gioioso. Un’ora e 45 minuti di scambio sincero e libero: lo schermo del pc aiuta ‘a schermarsi’, protegge più di un incontro dal vivo. Questo facilita il racconto personale, permette a ciascuno di scoprire che parlare di case è parlare del nostro mondo interiore, porta a riflettere sulle nostre architetture interiori, fatte di sensazioni, odori, mobilio.

Ai caffè dell’abitare si accede su prenotazione: le date appaiono sui social e sul sito https://www.donatellacaprioglio.it/webinar  e ciascuno può comodamente iscriversi.

Si formano piccoli gruppi, non più di 14 persone e la durata è solitamente  di 1h.45.

Ottobre 2020 – INTERNIMAGAZINE.IT

HOME THERAPY

La casa è un potente strumento terapeutico se viene capita e utilizzata con una consapevolezza nuova. Durante lo scorso confinamento abbiamo imparato molto di noi dalle nostre case. Sei mesi fa, forse per la prima volta nella nostra vita, ci siamo abitati: cioè abbiamo capito che la casa siamo noi, il nostro corpo e i nostri bisogni primari. Abbiamo colto il valore simbolico delle stanze e usato questa conoscenza per entrare in contatto con il nostro mondo interno e per tenera a bada le paure sottostanti con i gesti del quotidiano.

Continua a leggere

……………………………………

Ottobre 2020 – EXPATCLIC

Psicologia dell’abitare: ne parliamo con Donatella Caprioglio

Donatella Caprioglio Psicologa E psicoterapeuta

Partiamo così in maniera libera: che cos’è la Psicologia dell’Abitare? La psicologia dell’abitare parte dalla semplice osservazione di come abitiamo le nostre case, come rispondiamo alla richiesta “dov’è la mia casa?”. Per gli espatriati è sicuramente una domanda molto forte.

Continua a leggere

……..

04 Agosto 2020 – La Stampa

Cucine salvifiche, spazi flessibili e materiali biocompatibili: così cambia il concetto dell’abitare

Psicologi, architetti e interior designer stanno provando a tracciare i parametri di quella che sarà la casa del domani

Psicologi, architetti e interior designer stanno provando a tracciare i parametri di quella che sarà la casa del domani

Stasique_Photography
Stasique_Photography

«Noi plasmiamo le nostre case e poi le nostre case plasmano noi» sosteneva Churchill. Vero. Lo abbiamo provato sulla nostra pelle durante i mesi bui del Covid.

La pandemia ha stravolto la nostra quotidianità e con esse il rapporto con il luogo in cui viviamo

E in tutto ciò anche lo smart working ci ha messo lo zampino moltiplicando le difficoltà della convivenza casa-famiglia-ufficio h24. Ogni abitazione ha subito un potente stress test e ora – dopo mesi di clausura forzata – ci si interroga sui perimetri, sulla flessibilità degli spazi e pure sulla natura, perché una cosa abbiamo imparato: la bellezza (e la fortuna) di poter disporre di un terrazzo o di un giardino. Psicologi, architetti e interior designer stanno provando a tracciare i parametri di quella che sarà la casa del futuro, perché il post-Covid19 lascerà il segno, anche sul mattone.

Continua a leggere

08 Luglio 2020 – DESIGN RESISTENZA – Cristina Provenzano

Nel Cuore delle Case Post Lockdown

“Parlare di case significa in realtà parlare di persone, per questo l’abitazione è una stimolante metafora dell’identità personale”.

Per la prima volta nella storia, tra marzo e aprile, ogni abitazione ha subito un potente stress test.

Quali saranno i cambiamenti nel futuro prossimo dell’abitare?

Da qui l’interessante punto di vista della dottoressa Donatella Caprioglio

Continua a leggere

01  luglio  2020 di Patrizia Vacalebri – DESIGN&GIARDINO

Idee per la casa del futuro a prova di virus

Spazi comuni più grandi, terrazzi, materiali naturali

Ambienti che bilancino condivisione e intimità, cucine capienti, spazi per la connessione, e poi, terrazzi, balconi.

Materiali naturali come l’argilla e la terra cruda per definire gli interni, pavimenti in legno biocompatibile.

A causa della pandemia, per la prima volta nella storia, ogni abitazione ha subito di fatto un potente stress test.

Allora quali saranno i cambiamenti nel futuro prossimo dell’abitare?

Continua a leggere

Sabato, 16 maggio 2020  – AFFARITALIANI.IT

Coronavirus, il nuovo senso dell’abitare: così cambia la casa post Covid-19

L’intervista di Affari a Donatella Caprioglio, psicoterapeuta e scrittrice

Qual è il nuovo senso dell’abitare dopo questo lungo lockdown?

Come cambia la casa post Coronavirus? 

Affaritaliani.it lo ha chiesto a Donatella Caprioglio, psicoterapeuta e scrittrice, autrice del libro “Nel cuore delle case” (Ed. Il punto di Incontro).

Come è stata vissuta la casa durante il confinamento?

Continua a leggere

21 ottobre 2019 Designatlarge.it

«Abitare è abitarsi»: progettare una casa felice si può, guardandosi dentro

Le nostre case ci fanno stare bene o male, perché il design dei nostri interni ha un impatto enorme sul nostro benessere.

Per creare il nido migliore bisognerebbe investire tempo per conoscersi, più che conoscere le tendenze.

Continua a leggere

Psicologia dell’abitare (D. Caprioglio): “Racconta i bisogni più intimi”

ANNALISA COLAVITO 23 APRILE 2021

Psicologia dell’abitare: se ne parla poco, pochi sanno cos’è, il che non significa che non esiste! La psicologia dell’abitare è il paradigma multidisciplinare che spiega il rapporto tra l’abitazione e la parte più intima di noi stessi. Vi è mai capitato di andare a casa di un amico e rendervi conto che viveva in un luogo non in linea col suo modo di essere? O che, al contrario, era gremito di oggetti, poco curato, raccontava la sua compulsione all’accumulo?

La casa, specchio dell’identità personale

La casa è, per tutti noi, il luogo dell’anima, rappresenta la nostra identità, le persone che siamo. Donatella Caprioglio, psicologa e autrice del libro “Nel cuore delle case” ha raccontato il significato della psicologia dell’abitare. “La casa dice molto di noi. Le donne sono più attaccate alla casa, rappresenta quel guscio protettivo, ne hanno cura come fanno con i figli, la casa è un guscio protettivo, riparazione, sinonimo di accoglienza, metafora della nostra identità. Basta andare a casa di qualcuno per capire com’è questa persona – ha osservato la dottoressa Caprioglio, a Tutto in Famiglia, su Radio Cusano Campus –  lo studio della psicologia dell’abitare nasce dalla mia esperienza con la psicologia infantile, che è la mia specialità. Molte persone fuori luogo, non centrate, in cerca di una pace, avevano avuto un’accoglienza primaria non buona: figli venuti al mondo in un momento sbagliato o quando la madre aveva dei problemi. Quel primo sguardo di accoglienza era inquinata da delle difficoltà, patologie, lutti. Quando veniamo al mondo siamo molto intuitivi, il bambino quando viene al mondo avverte che c’è qualcosa che non va.”

Il corso di formazione, da ottobre

Psicologia dell’abitare: psicologi, architetti ed esperti di marketing, potranno specializzarsi, a partire da ottobre in alcune università italiana. “La casa ci descrive. E’ importante guardare le nostre case e osservare quale messaggio ci rimandano. Se certi punti ci inquietano significa che bisogna metterci le mani: tutti abbiamo delle fragilità – ha aggiunto Caprioglio – se non ce la facciamo potremmo farci aiutare da professionisti: architetti o psicologi dell’abitare. Ad ottobre partiremo con la formazione e metteremo insieme due categorie: chi si occupa della casa da un punto di vista tecnico, architettonico, e chi si occupa della persona, della dimensione emotiva.”

I luoghi della casa corrispondenti ai nostri bisogni primari: cucina, bagno, camera da letto

La cucina, il bagno e la camera da letto corrispondono ai nostri bisogni primari. “Quando si nasce i bambini col corpo si aggrappano alla mamma, con l’uso della bocca, a due anni viene passano all’attivazione della zona anale, verso i tre e i cinque anni cominciano ad interessarsi agli altri ed entra nella fase fallico-genitale, quindi è la fase del gioco del dottore e dell’esplorazione del mondo. La casa rappresenta queste tre fasi: la cucina è l’oralità, il bagno è l’analità e la camera da letto è la sessualità – si è congedata Donatella Caprioglio – sarà la casa a raccontare quale e quanto nutrimento abbiamo avuto. C’è chi mette la cucina dentro l’armadio, ad una persona formata sulla psicologia dell’abitare dovrebbe venire un campanellino e chiedere come mai non vuole la cucina? Questa persona il più delle volte non ha avuto una buona relazione primaria e quindi può privarsi di un luogo importante. Dal modo di abitare capiamo il rapporto coi bisogni più profondi dell’altro.”